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Woyzeck
/ Woyzeck
Diventa spettacolo e una tournée sui palcoscenici italiani il lavoro pedagogico sul Woyzeck di Giancarlo Cobelli con gli attori europei dell’Ecole des Maîtres.
year 2005
text Georg Büchner, traduzione di Giorgio Dolfini
directed by Giancarlo Cobelli - Pierluigi Pagano (assistente)
cast Florence Bourgeois, Ambra Chiarello, Helena da Silva, Xavier Deranlot, Andrea Dezi, Giulia Innocenti, Atsama Lafosse, Lucia Mascino, Sandrine Nogueira, Nuno Nunes, Pedro Pires Pinto, Sergio Raimondi, José Eduardo Silva, Paolo Summaria, Giuseppe Tumminell
set & lighting design luci Maximiliano Klein
music creazioni musicali di Giovanna Marini
additional details assistente musicale e direzione dei cori Francesca Breschi
production CSS Teatro stabile di innovazione del FVG/Teatro Stabile di Torino
 
“Mi ha sempre colpito la partecipazione che l'urlo senza eco del disperato soldato Woyzeck è capace di accendere nei giovani”. E proprio con un gruppo di giovani attori – i talenti della scena europea che nell’estate 2003 hanno partecipato alla XII edizione dell’ Ecole des Maîtres (il corso di perfezionamento teatrale per attori europei guidato da grandi maestri della scena internazionale) – il regista milanese Giancarlo Cobelli si è riavvicinato al capolavoro incompiuto di Büchner, a oltre trent’anni dal suo primo allestimento del Woyzeck. Grazie all’impegno coproduttivo del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e del Teatro Stabile Torino, da quell’esperienza pedagogica nasce uno spettacolo  che arriverà al suo debutto italiano l’8 febbraio 2005. Una formazione di giovani interpreti provenienti da Italia, Francia, Belgio e Portogallo, incarnano il dolente monito antimilitarista del drammaturgo tedesco, raccontando la parabola discendente del soldato Woyzeck, vittima e cavia dei suoi superiori e commilitoni, che metterà fine alla sua miseria macchiandosi dell’assassinio dell’amata Marie e affrontando il plotone di esecuzione. In scena, un Woyzeck portoghese, sei interpreti femminili a passarsi il testimone per dare corpo, “polifonicamente”, alla protagonista Marie, e una galleria di altri personaggi ritratti con un realismo violento e deformato. Ai risvolti tragici della vicenda, aggiungono disperazione e pathos le musiche e i canti composti per l’occasione da Giovanna Marini. “Assieme ai miei attori – aggiunge Cobelli - ho voluto ritornare dopo molti anni dai miei Woyzeck precedenti (il primo, teatrale, è del 1968, mentre nel 1970 Cobelli lavorò ad una versione televisiva sull’Isola di Ventotene, isola dei confinati politici durante il fascismo) in uno spazio scenico reso claustrofobico dalla sofferenza al punto da riportarci alla memoria i giorni terribili di un lager; uno spazio dove miseria e vessazione rendono impotente il corpo e l’anima dell’essere umano; dove un’impietosa adiografia rivela la colpa, l’innocenza, la meschinità, l’assassinio, il disordine”.
 

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