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Lachrymae (semper dolens!)
/ Lachrymae (semper dolens!)
Cosa succede quando la statua di una piccola Madonna inizia a parlare? Lachrymae è un rosario laico di umane sofferenze confidate alla Madre delle madri.
year 1999
text Rita Maffei e Fabiano Fantini
directed by Rita Maffei e Fabiano Fantini
cast Rita Maffei e Fabiano Fantini
production CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
 
Lachrymae (semper dolens!) è un racconto profano di cose sacre.Sacre come le lacrime di una piccola Madonna custodita da un vecchio sacrestano di una chiesetta sperduta nella campagna del Nordest. Sacre come le sue parole, la sua testimonianza di dolori, di storie di donne violate, sfruttate, prevaricate. E che conservano la loro immanente sacralità anche quando si intrecciano in un dialogo surreale, a volte anche grottesco, con l'ingenua semplicità del suo più devoto fedele, Cosimo, capofila di un insolito pellegrinaggio, di una processione popolare che attraversa i secoli per raccontare tante storie al femminile. Lachrymae (semper dolens!) è un nuovo racconto teatrale di Rita Maffei e Fabiano Fantini, dopo lavori come L'assenza, un'ombra nel cuore, Tracce di un sacrificio - il mito di Alcesti in un campo di sterminio, Tutto per amore - frammenti sul mistero di Antonio e Cleopatra, in cui i due artisti del Centro si sono messi alla prova non solo come attori, ma anche come autori e registi.All'origine di Lachrymae (semper dolens!) la voglia di raccontare una storia che ha radici lontane: in pieno Seicento, in un'Italia dominata dagli spagnoli, una bella statua di Madonna viene donata dal Vicer ad un nobile napoletano. Dopo aver trascorso 250 anni nella chiesetta della Maddalena sulla costa campana, viene trasferita da un discendente del nobile, ufficiale della Grande Guerra, in un paesino del Triveneto, come santa protezione per il suo plotone. Dopo la morte dell'ufficiale durante il conflitto ritroveremo, ai giorni nostri, la statua della Madonna ancora nel paesino del Nord, custodita da Cosimo, un ingenuo e premuroso sacrestano."La favola della Beata Signora delle Lacrime - spiegano Rita Maffei e Fabiano Fantini - inizia qui: la statua prende vita e confessa a Cosimo il sacrestano il desiderio di tornare al Sud. Dai dialoghi surreali di Cosimo e della Madonna si ricostruisce la vicenda, attraversata continuamente da "amarcord" della nostra infanzia, quando si andava "al cine" e si soffiava sulle candeline, quando si cantava in processione  e si preparavano i dolci di Natale. Abbiamo immaginato Lachrymae (semper dolens!) come un luogo dove si incrociano e si sorridono i dialetti di un Nord e di un Sud, suoni di mondi diversi e voci di poeti, emersi dai nostri ricordi: le madri di Pasolini, la Morante, l'angelo dell'Annunciazione di Rilke, la chiesa abbandonata di Garcia Lorca.
 

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